tipology:editorial

numero rivista e pagine: HSR Proceedings in Intensive Care and Cardiovascular Anesthesia 2009; 1(1): 4-5
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Editorial

Authors: A. Zangrillo1

Department of Anesthesia and Intensive Care, UniversitÓ Vita-Salute San Raffaele, Milan, Italy

Corresponding author: * Corresponding author:

Cari lettori,
ma soprattutto cari colleghi, mi presento a Voi con un’idea che, dopo una riflessione all’interno del nostro gruppo, è diventata una rivista.
Negli ultimi dieci anni, ho lavorato intensamente per formare una squadra di professionisti capaci di esprimere i valori in cui credo: lo spirito di sacrificio, l’umiltà, la curiosità intellettuale ed il grande desiderio di inseguire dei progetti.
Percorrendo insieme questa strada, abbiamo scoperto le straordinarie occasioni di crescita umana e professionale che la nostra disciplina ci offre.
Abbiamo soprattutto capito come la più felice interpretazione del nostro ruolo sia il saper coniugare il lavoro quotidiano con la verifica continua attraverso lo studio e la ricerca.
Tutto questo è stato reso possibile dalla stima reciproca, dal senso di amicizia che ci lega e dall’aver trasformato il nostro lavoro, all’interno dell’ospedale, in un’occasione per vivere insieme una fantastica avventura.
Da qualche tempo, alla squadra di anestesisti cardio-toracovascolari che ho diretto negli ultimi dieci anni, si è affiancato un nuovo team di Terapia Intensiva Generale.
Ebbene, la mia speranza è semplicemente quella di poter contare su di un numero sempre più allargato di amici animati dalle stesse passioni. “HSR PROCEEDINGS in Intensive Care and Cardiovascular Anesthesia” nasce con l’obiettivo di favorire la nostra crescita culturale ospitando i contributi dei colleghi che, da anni, conosciamo ed apprezziamo.
Lo spunto è derivato dalla recente conoscenza e frequentazione del gruppo del Deutsches Herzzentrum di Berlino, diretto dal Prof. Roland Hetzer, che mi onoro di affiancare in qualità di Editor in Chief.
Io sono profondamente grato ai colleghi di Berlino che stanno assistendo con sapienza infinita, i miei giovani collaboratori nel gratificante processo di formazione sul campo.
Un campo difficile, talvolta ai limiti delle nostre capacità di risposta terapeutica e di tenuta psicologica: quello delle cure intensive al paziente cardiopatico “end-stage”.
Questo è il nostro punto di partenza che lascia intravedere un 5 ambizioso traguardo nel settore delle terapie intensive al paziente con scompenso cardiaco avanzato.
È una terra di confine della medicina, una terra molto fertile, nella quale i nostri pazienti ci chiedono di lavorare per trovare le risposte efficaci alle loro drammatiche, vitali necessità.
In questo laboratorio clinico lavoreranno: intensivisti, cardiochirurghi, chirurghi vascolari, cardiologi, nefrologi ed internisti.
Vi si troveranno quindi rappresentate tutte le specialità che ho voluto inserire nelle varie sezioni del Comitato Editoriale della nuova rivista.
Come per tutte le opere non completamente definite, saranno necessarie correzioni, integrazioni e soprattutto contributi.
Sono questi ultimi che determineranno, in misura esclusiva, il successo che auspico e desidero per questa nostra iniziativa.
Saranno le idee e le segnalazioni dei colleghi e degli amici ai quali mi sto rivolgendo a rendere, in futuro, misurabile la qualità della Rivista.
Desidero concludere con un pensiero rivolto alla nostra specializzazione di Anestesisti Rianimatori, che lavorano quotidianamente nel difficile ma avvincente settore clinico delle cure intensive.
Sono sicuro che nessuno possa dare meglio di noi le risposte cliniche necessarie al corretto management dei nostri pazienti.
Stiamo lavorando, ognuno in base alla proprie competenze ed alle proprie capacità e possibilità, per tutelare con forza ed efficacia il mondo che da decenni rappresentiamo con dedizione, competenza ed orgoglio.
La nuova iniziativa editoriale che rappresento, vuole rientrare in questa logica e risulterà vincente se i suoi contenuti riusciranno ad essere un contributo, anche modesto, ma in linea con i progetti sempre più ambiziosi di cui i nostri colleghi Anestesisti Rianimatori sono capaci.