tipology:review-article

numero rivista e pagine: HSR Proceedings in Intensive Care and Cardiovascular Anesthesia 2009; 1(2): 56-56
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Tromboembolia polmonare acuta: dalla fisiopatologia al follow-up

Authors: Luca. Masotti

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La Tromboembolia Polmonare (TEP) è la terza malattia cardiovascolare in ordine di frequenza dopo la cardiopatia ischemica e l’Ictus Cerebri. Non è un processo patologico a sé stante ma, insieme alla Trombosi venosa profonda (TVP) e alla Tromboflebite Superficiale, rappresenta la manifestazione di un unico processo patologico: la cosiddetta malattia tromboembolica.

La sintomatologia spesso si presenta in mani- era aspecifica, con conseguente diagnosi dif- ferenziale piuttosto difficoltosa: la percentuale di casi non diagnosticati è molto alta e si aggira sul 50-80% (un elevato numero di TEP viene riconosciuto solo al tavolo autoptico). Questi dati rendono conto della gravità della patologia che, se non trattata, può portare a morte fino al 30% dei pazienti.

Nonostante il miglioramento della terapia, la mortalità è rimasta alta e costante negli ultimi 40 anni. È indubbio che è un’entità nosologica che richiede un approccio multidisciplinare di tipo pneumologico, cardiologico, ematologico, vascolare e radiologico. Masotti (dirigente medico UO Medicina Interna dell’Ospedale di Cecina, professore presso la Scuola di Specializ- zazione in geriatria dell’Università degli Studi di Siena e specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio) condensa nel suo lavoro gli ap- procci specialistici alla patologia, delineando in maniera molto attenta e ordinata tutti i punti che vertono sulla TEP: dai dati epidemiologici ai fattori di rischio,dagli indicatori clinici e stru- mentali alla profilassi e terapia, non tralascian- do utilissimi richiami di fisiopatologia. Vengono presentati gli algoritmi da seguire per la diag- nosi o l’esclusione della TEP, elencando anche i vari scores che godono di maggior credito nella valutazione del malato e della sua patologia. Nelle pietre miliari della diagnostica,oltre a evi- denziare i classici elementi laboratoristici che possono venire in aiuto del medico (D-Dimero,

BNP, Troponina I) pone anche l’attenzione su un biomarker oggetto di più ampi studi come hFABP (hearty type fatty acid binding proteins). Si tratta di una piccola proteina (14,5 kDa) non cardiospecifica ma espressa in quantità relativamente ridotte nell’apparato muscolo- scheletrico.

Numerosi studi clinici hanno evidenziato un’elevata sensibilità e specificità della FABP (significativamente migliore rispetto alla mioglo- bina) nella rivelazione rapida dell’IMA, per una valutazione precoce dell’estensione dell’infarto nonché per rilevare anche un danno cardiaco minimo (come può accadere nella TEP). Masotti e la sua equipe sottolineano l’importanza e l’insostituibilità delle tecniche di imaging, dove l’angio-tc polmonare spirale rappresenta il gold standard per la diagnostica. Un breve ex- cursus viene fatto sugli altri esami strumentali come la scintigrafia polmonare, l’angio-RMN, l’angiografia polmonare che possono venire in aiuto nel caso in cui l’angio-tc non fosse di- sponibile (vedi piccole strutture ospedaliere) o fosse controindicata (insufficienza renale o allergia al mezzo di contrasto). Grande spazio viene dedicato a uno dei passaggi più delicati nel management della TEP: la profilassi e la terapia, menzionando i trials clinici più ac- creditati (MEDENOX, PREVENT, ARTEMIS, EXCLAIM), nonchè le linee guida (ESC 2008, ACCP VIII).

Il compendio di Masotti è un’opera di immedi- ata comprensione, utile per una rapida consul- tazione. Può venire in soccorso ad ogni figura specialistica che, in qualsiasi frangente della propria professione, può trovarsi a fronteggiare tale subdola patologia che, non a caso, Braun- wald (punto di riferimento della moderna car- diologia) definì “la grande simulatrice”.

Davide Bellantonio Michele Oppizzi